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2017: si cambia marcia

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Se guardiamo agli ultimi 20 anni, verifichiamo come si sia fatto un grande sforzo in termini infrastrutturali sulla Metropolitana della Città di Napoli, la cui rete è cresciuta in modo sensibile. Non lo stesso si può dire su quella che era la rete che collegava la Città con la periferia est (cumana e circumflegrea) e con la periferia ovest (circumvesuviana). Queste linee che hanno fatto la storia della ferrovia in Italia, sono arrivate al 2015 in condizioni disperate.

Il passaggio dalla gestione governativa alla Regione ad inizio anni ottanta ha determinato un progressivo impoverimento. Quando sono stato nominato dall’attuale Presidente della Regione Campania De Luca amministratore di EAV in molti mi hanno dato del matto: impresa disperata, temeraria. In diciotto mesi abbiamo ridato speranza ai lavoratori ed ai cittadini. Grazie ad una importante azione amministrativa e politica tra governo nazionale, regionale ed EAV, si è dato luogo ad una transazione storica che consente ad EAV non solo di evitare il default ma anche di rilanciare gli investimenti. Il 2016 EAV chiude con utile di circa 30 milioni, rispetto ad una perdita nel 2015 di 27 milioni. Il patrimonio neto passa da dieci a cento milioni, il debito di 700 milioni a fine 2016 sarà riportato a livelli fisiologici entro la fine del 2018. I cantieri chiusi dal 2011 saranno riaperti tutti nel corso del 2017.

Nel 2017 EAV immetterà tra risorse destinate a ripianare il debito pregresso e risorse per investimenti una cifra pari a circa un miliardo di euro. Abbiamo programmato con la Regione Campania investimenti significativi sul tema della sicurezza e sulla infrastruttura. Per quanto riguarda il materiale rotabile entro 18 mesi avremo 12 treni nuovi sulle linee flegree: a Maggio 2017 dopo trent’anni entra in esercizio il primo treno nuovo. Tre treni nuovi sono già entrati in esercizio sulla Napoli Benevento. Abbiamo rimesso in circolazione 13 treni Metrostar sulla Circumvesuviana, che giacevano in magazzino e rischiavano di andare in malora, altri 8 entro fine 2017. La Regione è impegnata a reperire finanziamenti per una nuova gara per almeno venti treni nuovi sulla Circum.

Il percorso è lungo. Servirà anche una riorganizzazione societaria, guardando ai modelli virtuosi di altre regioni italiane più avanzate . Il confronto con la Lombardia è impietoso: negli ultimi cinque anni mentre noi abbiamo perso un terzo dei nostri passeggeri, le Ferrovie Nord hanno aumentato del trenta per cento i loro utenti.

Dal punto di vista amministrativo si è finalmente mosso qualcosa di importante. Il trasporto pubblico locale rappresenta il punto di partenza e non di arrivo di un progetto di sviluppo. Basti pensare a Bagnoli ed all’Ospedale del Mare: si pensa a come raggiungere il luogo come ultima e non come prima tappa del percorso.

Negli anni ottanta si è progettato alla grande, negli anni novanta si è faticato a mantenere il passo. Negli anni duemila si è registrata la difficoltà a gestire con le risorse disponibili – sempre più ridotte – quanto era stato programmato. Oggi abbiamo la necessità di fare i conti con la realtà, di capire cosa serve davvero al territorio e di dare risposte concrete in tempi accettabili ai cittadini ed ai turisti, ci auguriamo sempre più numerosi.