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All'ovest niente di nuovo?

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L’Area ex NATO, l’Edenlandia, lo Zoo, la Mostra d’Oltremare, l’ippodromo, il cinodromo, le terme di Agnano. Il Pala Barbuto, la piscina Scandone, il CUS, la Virgin, il Centro sportivo Mario Lenci, il palazzetto Mario Argento. Il Parco Robinson, la riserva degli Astroni, il parco Virgiliano, il parco Totò, la Grotta di Seiano. Il Palapartenope, il cinema The Space, i locali notturni di Coroglio. Lo Sferisterio.

Dei 10.000 ettari di cui alla Variante generale al PRG di Napoli, il 10% sono interessati dalla Variante per la zona occidentale. 1.000 ettari, se si escludono quelli del PUA di Bagnoli, costellati da un imponente patrimonio di strutture ricreative, sportive e culturali, a ridosso di un centro storico sempre più saturo, di collegamento con l’intera area dei comuni flegrei.

Attrezzature pubbliche e private, abbandonate o sottoutilizzate, collegate da una rete capillare di trasporto su ferro e su strada, in passato persino dalla funivia di Posillipo.

Che cosa non ha funzionato nella messa in pratica degli innumerevoli studi e progetti pensati negli anni per quest’area strategica? Come superare i limiti imposti da una pianificazione per confini amministrativi e valorizzare la sua intrinseca caratteristica di cerniera nel sistema della neonata città metropolitana? Come assecondare la vocazione di un territorio frequentato oggi, soprattutto per motivi di studio, da giovani e giovanissimi?