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Carlo De Luca

Controvento
di Carlo De Luca, presidente InArch Campania

Bagnoli, la lotta continua

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Bagnoli è una delle aree dove, più che altrove in Italia, lo strumento del concorso è stato ripetutamente utilizzato nel tempo senza mai riuscire ad avviare un processo effettivo di trasformazione dei luoghi. E ancora oggi sono stati banditi quasi contemporaneamente due Concorsi di idee con caratteristiche completamente diverse.

Uno è il Concorso Internazionale di idee di Invitalia, il soggetto attuatore individuato dal decreto Sblocca Italia per avviare o, meglio, riavviare la rigenerazione urbana della piana di Coroglio. Partendo dal PRARU, il Programma di Risanamento Ambientale e di Rigenerazione Urbana approvato nell’agosto dello scorso anno, il Concorso si pone l’obiettivo ambizioso di ‘disegnare il nuovo paesaggio’ di Coroglio sul quale, tuttavia, permangono alcune perplessità. Perché non potrà certo essere l’esplorazione progettuale di un concorso di idee a definire il progetto urbanistico e urbano per un tema così complesso come quello di Coroglio per il quale, presumibilmente, sarebbe stato molto più adeguato un Concorso di Progettazione a due gradi partendo, in ogni caso, da una chiara visione strategica, alla scala metropolitana.  

L’altro è il Concorso di idee bandito dal Circolo Ilva di Bagnoli. Obiettivo del Concorso è la rigenerazione del Circolo Ilva, di un luogo con una piccola dimensione territoriale ma una grande rilevanza sociale per la comunità di Bagnoli, che lotta e resiste da molti anni per la sua esistenza, nonostante le previsioni del Praru ne prevedano il ridimensionamento  e lo spostamento in altro luogo.

Due concorsi che agiscono sullo stesso territorio senza parlarsi. Che pongono domande diverse e distanti. Distanti quanto spesso sono distanti le istituzioni dai cittadini.

I Concorsi sono sempre stati lo strumento migliore per avviare processi di trasformazione fisica dei luoghi, ma bisogna partire da quadri strategici definiti e da domande chiare, competenti e, soprattutto, condivise.

Per troppi anni Bagnoli ha vissuto il disagio di una dismissione industriale e l’aspettativa di una rigenerazione urbana mai effettivamente avviata. Oggi si riparte daccapo con un altro ennesimo scenario. Ma con quale efficacia e quali tempi?