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Centro storico da vincolo a opportunità

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Il Centro storico di Napoli è oggetto di attenzione e interesse da parte del sistema delle imprese locali, delle università, dei professionisti in ragione dello stato di profondo degrado in cui versa. Si tratta infatti di una porzione rilevante della nostra città, dove si annida un grande contrasto: da una parte un patrimonio rilevante di beni di interesse storico-culturale e, dall’altra parte, una concentrazione di abbandono e degrado.

Ciò risulta ancora più in grave in ragione dell’appartenenza del Centro storico di Napoli alla lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità (Unesco), che ne accresce il pregio e la dignità di tutela e riqualificazione. I fondi europei 2007-13 hanno stanziato risorse aggiuntive per i centri storici delle città e ciò rappresenta un ulteriore motivo di attivazione di interventi tesi a riqualificare il centro antico di Napoli. Si tratta di risorse limitate rispetto agli interventi di riqualificazione che si renderebbero necessari ma che risultano fondamentali quale volano per attrarre capitali privati, sia per interventi economico-produttivi sia per interventi di rivitalizzazione dei tanti contenitori edilizi sottoutilizzati.

Tuttavia i vincoli alla riqualificazione risultano molteplici, dalle difficoltà burocratiche connesse alla reale spesa dei finanziamenti pubblici al persistere delle pratiche di condono inesitate, dall’impossibilità, in generale, di effettuare interventi di sostituzione edilizia, neanche a parità di volume e sagoma, alla presenza dei ruderi e sedimi che, mentre nei primi 5 anni dall’approvazione del PRG vigente potevano essere ricostruiti a parità di volume, sagoma e destinazione, oggi possono essere destinati esclusivamente ad housing sociale. Dalle restrizioni poste al cambio di destinazione d’uso dell’edilizia specialistica alla scarsa praticabilità degli interventi di adeguamento energetico del patrimonio edilizio in zona A. 

In sostanza i punti fondamentali per promuovere vivibilità e decoro urbano nel centro storico, al contempo valorizzando il patrimonio storico-architettonico esistente e sostenendo forme di turismo compatibili con le necessità di tutela di tale patrimonio e dei residenti stessi, riguardano l’individuazione di usi/destinazioni dei prodotti immobiliari che siano rispondenti ai fabbisogni locali, nell’ambito di una vocazione predeterminata o già esistente, l’esigenza di procedere ad interventi non troppo numerosi, ravvicinati territorialmente e sinergici il più possibile, la messa a punto di un modello operativo condiviso, di cui siano parte gli Assessorati competenti, le Sovrintendenze, le Università, il sistema delle Imprese, la promozione di una cultura del riuso dei beni comuni, a partire dai grandi contenitori dismessi quali il Complesso della Santissima Trinità delle Monache, l’Albergo dei Poveri, l’adeguamento del Centro storico ai suoi city user (studenti, turisti, residenti, ecc.) attraverso l’implementazione e la qualità dell’arredo urbano e degli spazi pubblici in generale, la dotazione di attrezzature adeguate e di servizi quali i bagni pubblici, la necessità di attualizzare gli strumenti di pianificazione esistenti attraverso una nuova zonizzazione del centro storico e una classificazione tipologica che differenzi gli edifici realmente storici da quelli “vecchi”.

Ovviamente tutto questo non potrà essere realizzato senza l’ottimizzazione delle risorse pubbliche destinate all’area ed il supporto di capitali privati, attraverso l’attivazione di procedure calzanti di partenariato pubblico-privato, strumenti finanziari che consentano la concentrazione di risorse pubbliche, comunitarie e locali, e di risorse private. Per "strumenti finanziari" si intende non solamente quelli "dedicati" di nuova ideazione, bensì anche quelli più tradizionali già operanti sul mercato. Basti pensare alle enormi opportunità offerte oggi dagli incentivi per Ecobonus e Sismabonus che, ancor più di Si.Re.Na, possono essere messi a sistema per restituire al Centro storico di Napoli la necessaria dignità.