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Paolo Macry

La finestra
di Paolo Macry

E se capovolgessimo l’angolo visuale?

di

“Se Napoli può dirsi metropoli, oggi, è perchè la cultura visiva delle periferie ha messo in discussione l’olografia della cartolina del centro”. Gennaro Ascione, uno dei più acuti osservatori della città, ce l’ha con le polemiche sulla Street Art e su Jorit, ma anche con l’abuso politico (da destra e da sinistra) dei fatti di Mondragone.

E lancia quella che, per certa cultura locale, verrà letta (se mai sarà letta) come una provocazione: e se spostassimo il punto di osservazione dal centro alla periferia? Se adottassimo una simile prospettiva senza ideologismi, scorciatoie populiste, demagogie securitarie?

Parafrasando Bukowski, Ascione ha scritto un saggio intitolato “A sud di nessun Sud” (Odoya 2009), dove spiega la ricchezza dell’immaginazione postcoloniale. Ma, per chi preferisse un thriller paradossale (ed esilarante), ha scritto anche “Vendi Napoli e poi muori” (Magmata 2018).

Li consiglio vivamente. Per non annoiarci con le nostre solite piccole seriose diatribe.