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Ritorno al futuro / Economia sommersa vs Economia reale

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Nel 2017 uno studio del Dipartimento Economia, impresa e società dell’università della Tuscia rilevava un divario medio di circa il 17% tra il reddito disponibile degli italiani e i loro consumi: nel 2017 si sono spesi 119 miliardi di euro in più di quanto dichiarato, con riferimento alle persone fisiche e non considerando, quindi, società di capitali né IVA.  La percentuale di divario più alta si è registrata in Campania, con il 29,02%.

I Conti economici territoriali diffusi dall’Istat per gli anni 2016-2018 hanno confermato che l’economia non osservata - sommersa e da attività illegali - rappresentava in Italia il 13,5% del valore aggiunto totale (il 19,5% nel Mezzogiorno d’Italia), con un’incidenza sul PIL pari al 12,1%, caratterizzata dalle dichiarazioni fiscali delle imprese (il 6,2% contro l’8,6% nel Mezzogiorno) e dall’impiego di lavoro irregolare (il 5,1% in Italia, il 7,7% nel Mezzogiorno e l’8,85% in Campania), con un apporto dell’economia illegale e delle altre componenti minori (mance, fitti in nero e integrazione domanda-offerta) pari al restante 2,2%.

Al sud Italia, nel 2018, il PIL in valore è aumentato del solo 0,3% (dell’1,4% del Nord-est), mentre il PIL pro-capite è stato pari a circa 19mila euro annui (oltre 36mila euro del Nord-ovest), con un livello di reddito per abitante pari a 14mila euro (oltre 22mila euro del Nord-ovest).

Nel 2018 l’economia sommersa e illegale valeva 211 miliardi di euro (l'11,9% del PIL italiano), mentre sul fronte dell’evasione fiscale, su più di mille miliardi di euro di tasse (primato italiano in Europa), imposte e contributi evasi ne è stato incassato solo il 13,3%.

Infine, i dati Inps sulle richieste di reddito di cittadinanza, raccolti ad aprile 2019, rilevano una netta prevalenza di domande al sud, con la Campania in testa a quota 172.175 domande (oltre 741.000 nel 2020, circa il 20% circa dei nuclei beneficiari complessivi in Italia), così come la città di Napoli tra le province, con 99.571 domande (quasi mezzo milione di persone coinvolte nel 2020).

Oggi la crisi riconducibile al Covid-19 ha bloccato in gran parte sia l’economia ufficiale che quella sommersa (triste ma vero e proprio ammortizzatore sociale della crisi partita nel 2008).

Il Next Generation EU, il pacchetto per la ripresa dell’Europa dalla pandemia - del valore di 750 miliardi di euro, di cui 209 per l’Italia - varato a luglio scorso prevede il sostegno finanziario per investimenti e riforme, il rafforzamento dei programmi della politica di coesione, del fondo per lo sviluppo rurale, del programma d'investimento per la mobilitazione degli investimenti privati, del fondo per la neutralità climatica e delle attività di ricerca nel campo della salute, la resilienza e la transizione verde e digitale.

Come si trasformerà allora l’economia del Mezzogiorno, della Campania, della Napoli “maglia nera”?