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Il distanziamento sociale è pesante, quello economico sarebbe un disastro

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Caro Amico ti scrivo così mi distraggo un po’.

Mai parole ho sentito più attuali di quelle del grande cantautore bolognese. Distrarsi un po’ in questa epoca di grande incertezza diventa veramente difficile. Le preoccupazioni sono tante, perché la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando. Quali saranno le trasformazioni che il virus ci porterà nella nostra vita.

Una prima grande trasformazione già è sotto gli occhi di tutti. Siamo tutti distanziati. Lo chiamano, erroneamente, distanziamento sociale ma in effetti è un distanziamento fisico più che sociale, fortunatamente. L’effetto del distanziamento fisico è molto forte. Quando esci per strada non hai il tempo di goderti il mondo, perché sei concentrato sul distanziamento. Non ci dobbiamo avvicinare. Non possiamo stringerci la mano, né abbracciarci, eppure avremmo la necessità di farlo. Dopo oltre due mesi ci vorremo abbracciare per comunicare in modo integrato, verbale e non verbale. L’uomo è un animale sociale, diceva Aristotele, ed ha necessità di esprimere la sua socialità per vivere pienamente la sua esperienza terrena.

Ma quelli che per strada mi sembrano più disorientati sono i bambini. Incontrano gli amichetti dopo tanto tempo e vorrebbero recuperare il tempo perduto ma subito i genitori, in preda alla paura, lo limitano nelle manifestazioni fisiche che i fanciulli farebbero. Bisogna spiegare ai bimbi che la situazione attuale è transitoria. Presto torneranno ad abbracciarsi, il loro modo di relazionarsi con gli amichetti è solo sospeso. La maggior parte dei nostri piccoli sta cercando quell’affetto in surrogati supportati dalla tecnologia. Ne abbiamo visti tanti. Bambini che si video-telefonano e fanno i compiti insieme guardandosi. O altri che, con le telecamere di zoom, fanno allenamento del loro sport preferito con l’amichetto del cuore.

Bisogna ringraziare la tecnologia, perché ci ha consentito di alleviare il peso della nostra quarantena. E proprio l’impatto della tecnologia, del mondo digitale, è un’altra enorme conseguenza della pandemia. Improvvisamente le nostre maestre si sono trovate vis a vis con le video-lezioni. E, come tutti gli eroi di fronte alla necessità, nonostante l’età, hanno fatto quello che hanno potuto. Abbiamo assistito a video-lezioni con il frigorifero sullo sfondo. Abbiamo sentito i cani abbaiare durante la spiegazione sull’homo sapiens e tanti altri episodi che racconteremo. Abbiamo altresì capito che i canali di informazione tradizionali sono stati completamente sostituiti dai canali web. Sul web le informazioni viaggiano veloci, sono aggiornate e accessibili. Molti nostri concittadini sono stati completamente spiazzati da questa ondata digitale. Non erano pronti. Non sono pronti. E questo ha avuto conseguenze profonde nella loro vita nell’emergenza. I loro figli sono rimasti fuori o sono stati penalizzati nella fruizione dalla didattica a distanza, perché non avevano i dispositivi o, molto peggio, non erano in grado di farli funzionare. E allora qui sono stati fondamentali la scuola e la rete delle famiglie, che hanno cercato di non lasciare indietro nessuno. Altri nostri concittadini sono rimasti fuori dalla miriade di micro-contributi che gli enti locali hanno messo a disposizione per l’emergenza perché non erano capaci di accedere al contributo facendo le opportune richieste sul web. Improvvisamente si sono resi conto che il loro accesso alla vita digitale avveniva esclusivamente attraverso il sostegno di CAF ed associazioni varie. Questi sono solo due esempi di vita reale che ci devono far riflettere.

Abbiamo una larga fascia di concittadini, giovani e meno giovani, che sono assolutamente impreparati a partecipare alla vita digitale. Quando l’emergenza sarà finita sono sicuro che tutto quello che avremmo appreso dall’upgrade digitale a cui la pandemia ci ha sottoposto, amplierà ancora di più la quantità di servizi offerti solo sul web. Il web sarà sempre più luogo di occasioni sociali ed economiche. A queste occasioni una larga fascia di nostri concittadini non potrà partecipare perché non saprà accedervi. E allora la trasformazione più pericolosa potrà impattare sulla nostra già lacerata società. Quella trasformazione, che colpirà le fasce più deboli dal punto di vista culturale, avrà effetti economici importanti perché impatterà sulla struttura economica della nostra società. 

Questo costituirà un ben più grave distanziamento economico tra le fasce della popolazione.