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Il Mezzogiorno da crisi a opportunità. Infrastrutture, lavoro, innovazione.

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Nord e Sud, una questione ancora aperta oggi che il nuovo governo sembra voler affrontare in maniera più decisa con interventi duraturi sulle infrastrutture, sul lavoro, sulle politiche green e socialmente più sostenibili e responsabili.

Sono questi ormai da decenni le questioni sul tavolo. Ma la potenziale crescita del Mezzogiorno appare oggi come non mai l’arma in più del governo per far ripartire un Paese pressoché fermo ai livelli pre-crisi. Come fare? Puntando in primo luogo sulle eccellenze che oggi sostengono il Mezzogiorno, il turismo e la cultura, l’export di qualità (oggi costantemente in crescita), l’innovazione considerando che Napoli attira per quella capacità di mettere insieme quei nuovi profili che i Big della finanza e dell’hi-tech cercano, quel connubio di competenza e creatività che ha portato giganti come Apple e Cisco, Fs e presto altri a investire nelle Academy di San Giovanni a Teduccio. 

I però sono ancora tanti nel frattempo. Perché le infrastrutture sono carenti, per esempio. Le città metropolitane del Mezzogiorno sono poco e mal collegate sia tra loro che con il resto del Paese e, al momento, l’Alta velocità ha aumentato il divario tra Nord e Sud. L’Alta velocità di rete rappresenta una grande opportunità di crescita dell’intero Sistema Italia per essere competitivo a livello europeo. Per quanto riguarda poi segnatamente l’Alta velocità al Sud l’avvio delle direttrici Napoli-Bari e Napoli-Palermo appare non solo necessario ma urgente e anche in questo caso, come in molti altri, nell’allegato infrastrutturale al Documento di economia e finanza 2018 emerge come i costi siano già in larga parte finanziati. Stiamo parlando di decine di miliardi pronti che vogliono dire sviluppo da un lato, ma soprattutto occupazione che è il più grande problema del Sud, sia per i giovani che per i meno giovani che sono stati espulsi dai processi produttivi. Basti pensare a Whirlpool e alle tante altre grandi aziende in crisi oggi in tutto il Mezzogiorno in particolare.

Da un lato, dunque, l’obiettivo strategico è garantire accessibilità con servizi comparabili a tutto il Paese. Va fatto uno sforzo per far partire i cantieri che vogliono dire sviluppo e lavoro. E’ ciò che serve non solo al Sud ma all’Italia. Dall’altro lato il taglio del cuneo fiscale che ci auguriamo cresca di qui al 2023 può essere un passo importante per favorire la crescita dell’occupazione. Il lavoro deve sempre essere al centro dell’attenzione di tutti se si vuole una società più equa e più sana.

Mai come oggi il Mezzogiorno rappresenta un punto di grave crisi ma anche un’opportunità per il Paese per agganciare la crescita. In tal senso i settori del green, dell’innovazione e più in generale dello sviluppo sostenibile possono diventare centrali per essere davvero competitivi sui mercati internazionali. Alcune imprese l'hanno trasformata in core business, altre l'hanno approcciata per risparmiare risorse e migliorare le perfomance, molte si stanno allineando per rispondere agli standard richiesti dalla grande committenza. Di certo tutte le imprese avvertono il rischio di perdere quote di mercato se non rispondono all'esigenza di cambiamento di clienti e consumatori, ancor di più sugli scenari internazionali.

Agenda 2030 e Global Compact, diritti umani e ambiente, legalità e trasparenza, fornitori responsabili, economia circolare e filiere sostenibili, accountability e rendicontazione non finanziaria, approccio multistakeholder e partnership con il mondo no profit. Diverse sono le aree di intervento che l'impresa può scegliere come prioritarie per avviare Percorsi di Responsabilità Sociale e Sostenibilità (PReSS); tanti gli strumenti disponibili e le azioni possibili, spesso oggetto di finanziamenti e contributi, incentivi e premialità. Strade nuove da percorrere mettendo insieme imprese e professionisti per stimolare nuove opportunità di business responsabile e sostenibile.