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Il trasporto pubblico locale come servizio di mobilità e di cittadinanza

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Superiamo il concetto di trasporto pubblico locale e parliamo piuttosto di servizi di mobilità locale o di cittadinanza: un insieme di servizi, appunto, che devono garantire la possibilità di muoversi in città senza inquinare e che devono essere a costi giusti e accessibili per tutti.

In primo luogo, c’è la necessità di procedere un rilancio delle infrastrutture. In tal senso la Metropolitana di Napoli sta facendo molti passi in avanti: a breve è prevista l’apertura in maniera funzionale della stazione Duomo, poi a seguire Centro Direzionale, Tribunale, Poggioreale, Capodichino, in aggiunta il completamento della linea 6 fino a Municipio e l’estensione delle linee del tram. In pochi mesi la rete su ferro della città migliorerà il volto e la funzionalità della mobilità urbana, anche con l’arrivo dei nuovi treni – previsto a breve -, che velocizzerà un servizio sinora ancora caratterizzato da numerose pecche.

Accanto a ciò, oltre ai tanti servizi di mobilità da implementare - car sharing, bike sharing, micromobilità (monopattini), piste ciclabili - per tutelare la qualità della vita nell’ambiente cittadino ed evitare di tornare all’utilizzo massivo dell’automobile, sarà essenziale procedere con una vera e propria riforma del trasporto pubblico, o meglio dei servizi di mobilità locale. Comprare nuovi autobus e nuovi treni, come pure meritoriamente si sta facendo, non basta. E’, infatti, necessario un vero piano di rilancio e risanamento. Rilancio perché è necessario mettere in campo molti più servizi per ridurre le densità a bordo a livelli accettabili (non solo per ragioni sanitarie, ma per offrire servizi minimamente competitivi con l’auto privata): più corse di treni per i nuovi tratti di metropolitana, più tram sulle nuove linee in costruzione. Le difficoltà dei conti pubblici impongono, inoltre, di adoperare politiche di risanamento. Non è più immaginabile che i servizi di mobilità necessari possano essere prodotti con la stessa (in)efficienza del passato. La riduzione degli sprechi, il rispetto dei costi standard costituiscono una condizione necessaria per il rilancio.

La via maestra è effettuare gare per l’affidamento dei contratti di servizio a soggetti pubblici o privati, che garantiscano un miglior funzionamento del servizio per i cittadini ed un risparmio in termini economici ma soprattutto ambientali. Gli interessi congiunti di politica e rappresentanza sindacale hanno di fatto impedito che la riforma del 1997, ossia l’obbligo di affidamento a gara dei contratti di servizio pubblico su gomma e su ferro, diventasse la regola e non l’eccezione, creando “campioni nazionali” del settore e allentando quel “municipalismo delle municipalizzate” che di fatto ha mantenuto sacche di privilegio e di inefficienza.

ll piano Next Generation EU rappresenta un’occasione storica per risolvere il problema alla radice, con investimenti in mezzi e infrastrutture ma anche risorse per far compiere a questo settore quella svolta di trasparenza e qualità alla quale si è ostinatamente opposto per decenni.