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Paolo Macry

La finestra
di Paolo Macry

Le mani (di Bonafede) sulla città

di

Correva il 1998 quando fu approvata la variante di Bagnoli e un trionfante Vezio De Lucia promise “verde, sapere, loisir”. Testuale.

Dopo vent’anni, com’è noto, nulla è stato fatto. Anzi no. Quel che sembra andare avanti è il progetto di riconversione della caserma Cesare Battisti in carcere. Sì, un carcere a Bagnoli. Una chicca del ministero della Giustizia. In attesa dei parchi, degli alberghi, dei centri di ricerca.

Ora, va bene farsi colonizzare dai poteri forti (come fantasiosamente denuncia De Lucia sul Corriere del Mezzogiorno). Ma che a devastare una delle baie più belle del mondo debba essere il leggendario Alfonso Bonafede, forse è troppo.

Verrebbe da dire che Napoli manca di una classe dirigente degna. Che il suo ceto politico-amministrativo è straordinariamente inetto. Che la sua opinione pubblica è passiva, sciatta, inconsapevole.

Sempre che qualcuno non si offenda.