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Processi complessi e procedure farraginose

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Che la rigenerazione urbana sia necessaria su gran parte del territorio nazionale, e a Napoli in modo particolare, non ci sono dubbi , ma è altrettanto vero che se ne parla da decenni e, pur essendo cresciuta l’esigenza di rigenerare le città per poter competere le difficoltà operative non sono diminuite, al contrario sono cresciute, esiste l’incapacità politica di progettare e varare un sistema di norme adeguate.

Il caso La Birreria a Napoli è un raro esempio di un’unica proprietà e quindi un unico intervento di recupero e rigenerazione con un forte impegno di capitali sia privati che delle banche, una visione sostenuta e condivisa già allora dal Comune di Napoli, anche se con strumenti normativi contorti e inadeguati alla complessità; malgrado tutte queste premesse, ci sono voluti anni per arrivare ad avere i titoli abilitativi e al netto della crisi del Paese che ha per noi paralizzato per almeno cinque anni ogni attività di sviluppo immobiliare alla ex Peroni. Il progetto oggi è in corso e lo si deve portare avanti anche senza che alcuni interventi della P.A. siano garantiti come tempistica, come per esempio il completamento ancora incerto della metropolitana Stazione Margherita stimata per il 2019.

Il piano di recupero e rigenerazione urbana sarà completato nei prossimi 2-3 anni , la prima fase il commercio e il parco urbano nel 2018, le residenze nel 2019, tutti gli altri servizi tra il 2018 e il 2019. Le urbanizzazioni interne all’area nel 2018, così come il sistema di mobilità al contorno, interventi tutti a carico del privato.

Da questa importante esperienza in corso a Napoli è chiara la lunga, complessa e farraginosa procedura , sia per l’approvazione di un piano che per l’attuazione ove insorgano adeguamenti da fare. Mancano quindi, come da sempre l’Ance Nazionale ha sottolineato, strumenti snelli di tipo urbanistico-edilizio, manca una finanza specializzata in questo settore, le banche ne capiscono le difficoltà operative e di conseguenza raramente partecipano al rischio che è sempre molto elevato, il partenariato pubblico-privato è difficile e improbabile al Sud; viene chiesta all’imprenditore una più alta intensità di mezzi propri, i ritorni economici anche per i tempi lunghi dell’attuazione sono generalmente limitati.

Oggi l’imprenditore sviluppatore, se ancora esiste, non è più in grado di affrontare da solo i progetti di rigenerazione urbana a grande scala , ma solo quelli di taglio contenuto e dove risulta attenuata la componente burocratica; da qui l’esigenza di un soggetto pubblico organizzato per intervenire a supporto.

L’Ance con le sue recenti proposte al Governo sta provando a sostenere azioni volte alla semplificazione delle procedure e alla sostenibilità economica degli interventi , cercando di inserire alcuni benefici fiscali per rendere attuabili i piani di rigenerazione, Napoli ne avrebbe un gran bisogno.

Per concludere: l’obiettivo del progetto La Birreria a Napoli, per noi e le istituzioni, è ed stato il miglioramento della qualità urbana, della qualità architettonica, della qualità degli spazi pubblici o di uso pubblico, della qualità sociale anche attraverso la residenzialità e i servizi alla persona e al quartiere, della qualità ambientale bonificando e risanando una vasta area, della qualità culturale non facendo scomparire la storia del luogo e inserendo funzioni e attività capaci di incidere su un territorio che necessita di rigenerazione in senso lato.