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Paolo Macry

La finestra
di Paolo Macry

Quelle piccole grandi manovre

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Fra quattro mesi voteremo per la Regione, fra un anno per il Comune. E si vede. I partiti della sinistra non parlano d’altro, si riuniscono nelle sedi ufficiali, si vedono al bar, si incontrano in gran segreto, valutano, ragionano, discutono.

Sarebbe una bella prova di responsabilità politica se stessero facendo il bilancio degli ultimi anni, se valutassero le cose da fare, se studiassero le soluzioni ai problemi del territorio, se elaborassero programmi e strategie. Un’idea di Campania. Un’idea di Napoli.

Nulla di tutto ciò. Quel gran tramestìo è soltanto un’estenuante conta dei voti, la ricerca certosina delle alleanze elettorali più utili. E per fare il pieno di consensi, lorsignori sembrano disposti a tutto, a benedire i nemici più detestati, a vendersi gli amici migliori, a rinnegare quanto proclamato solennemente per anni. Una delusione, l’ennesima.

E il centrodestra? Non pervenuto. Caldoro, Lanzotti, certo. Ma una rondine o due rondini non fanno primavera.