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Ritorno al futuro / "Come vivremo insieme?"

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Ad un anno dall’inizio di una pandemia tutt’ora in corso sembra riaffermarsi con forza il ruolo dell’architettura e dell’urbanistica nella costruzione di una rinnovata etica della città, secondo un progetto a lungo termine rispondente a nuove esigenze di salute, benessere e sicurezza, fondato sull’interesse pubblico.

“Come vivremo insieme?” è il titolo della prossima Biennale di Architettura, curata dall’architetto libano americano Hashim Sarkis e rimandata di un anno, che, in maniera quasi premonitrice, poneva già l’accento sulla necessità di un nuovo “contratto spaziale” - allo stesso tempo politico e sociale - sui cui presupposti vivere “generosamente insieme”.

Lavorando sul futuro dopo un lungo periodo di concentrazione sul “presente”, definendo nuove strategie per il mondo delle costruzioni, rivisitando la normativa di settore, promuovendo innovazione e semplificazione.

Progettando per la distanza sociale, non per l'isolamento; per le persone, non contro i patogeni. Ripensando materiali e superfici; facendo "respirare" gli spazi.

Sviluppando strategie architettoniche atte a costruire soluzioni di vita per una società più equa e giusta.

Promuovendo cambiamenti sistemici che possano consentire di affrontare le nuove sfide urbane, coniugando tecnologia ed ecologia, requisiti smart e safe, sharing e circular economy.

Ragionando su nuovi modelli di convivenza sociale per le città e per gli habitat di domani.

Come vivremo insieme in Italia? E qui a sud?