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Salerno: Dalle periferie il rilancio del comparto edile

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Il recupero del patrimonio edilizio esistente e la riqualificazione urbana sono tra i temi maggiormente al centro delle politiche associative e delle azioni intraprese dall’ANCE AIES Salerno.

Da tempo, l’ANCE AIES ha sostenuto iniziative di formazione e di sensibilizzazione estese all’intero territorio provinciale, volte a diffondere la cultura del recupero, le buone prassi e, soprattutto, le opportunità economiche ed operative connesse al pieno utilizzo degli incentivi statali Ecobonus e Sismabonus.

La nostra Associazione, inoltre, ha proposto progetti di nuove attrezzature pubbliche e d’interesse pubblico nel territorio comunale di Salerno, per sostenere la riqualificazione del tessuto edilizio ed urbanistico, con una particolare attenzione alla sicurezza ed alla sostenibilità ambientale.

Qualche anno fa, ricordiamo, l’ANCE AIES ha offerto alla città di Salerno il progetto di un nuovo polo scolastico, nel cuore del quartiere Mariconda, nella periferia orientale della città. La proposta interessava un’area ed edifici già destinati ad attrezzature scolastiche per cui si prevedeva la parziale demolizione, l’efficientamento energetico e la rifunzionalizzazione della scuola elementare esistente, la costruzione di due nuovi edifici e di una palestra/auditorium aperta anche al territorio. Le nuove strutture in legno erano concepite per essere edifici “a energia quasi zero” ed essi stessi elementi di educazione al rispetto dell’ambiente e all’uso razionale dell’energia e delle risorse idriche per tutta la comunità. L’aspetto di maggior impatto della proposta, tuttavia, era proprio nella sua valenza dimostrativa sul piano della riqualificazione delle aree interstiziali e sul piano della dotazione di attrezzature e spazi a servizio della comunità locale, prevedendo l’apertura dell’edificio scolastico al quartiere.

La struttura prevista, infatti, oltre ad ospitare attività didattiche, poteva accogliere anche iniziative culturali e ricreative per gli alunni e i giovani del quartiere, al fine di favorire l’integrazione sociale e la crescita culturale dei bambini e delle loro famiglie. Con la previsione di aule polivalenti, flessibili e adattabili ad usi diversi, della palestra/auditorium e della grande area verde, il nuovo polo si proponeva quale elemento di connessione con il quartiere e la città.

Tale premessa serve ad introdurre un’altra interessante ed ambiziosa iniziativa che l’ANCE AIES sta conducendo e che sarà al centro di un evento di rilevanza nazionale che vedrà, a breve, protagonisti i giovani imprenditori edili della nostra associazione. Ancora una volta la ricerca progettuale è focalizzata sul rione Mariconda. La scelta di redigere un progetto complesso di riqualificazione e rigenerazione urbana per questo ambito scaturisce dallo studio della sua storia e dall’analisi della situazione attuale di conservazione dei fabbricati.

Il quartiere sorse all’indomani dell’alluvione, che nel 1954, colpì gravemente la città di Salerno per accogliere i sopravvissuti sfollati del centro storico. Furono realizzati una serie di edifici popolari che oggi risultano obsoleti, sono privi di ascensori e necessitano di importanti interventi di recupero. A questi primi insediamenti si sono aggiunti nel tempo fabbricati INA CASA e, più recentemente, negli anni ’80, nuovi insediamenti in parchi privati. Sul piano dei servizi, il quartiere è stato concepito secondo una logica monofunzionale residenziale, con i piani rialzati destinati ad abitazioni; la successiva costruzione di residenze in parchi recintati non ha certamente aiutato alla maggior dotazione di attività commerciali e di servizi. Nel quartiere sono presenti la parrocchia Maria Santissima del Rosario di Pompei, un importantissimo centro aggregazione per i bambini e i ragazzi, un complesso scolastico che include scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria, una struttura che doveva fungere da centro commerciale, una area di verde pubblico. Le poche attività commerciali sono concentrate in pochi punti del quartiere. Ai margini di Mariconda, al confine con il quartiere Mercatello vi è il “parco del Mercatello”, una grande area di verde pubblico, realizzata negli anni ’90 dall’Amministrazione Comunale. Sul piano dei collegamenti, il rione è servito dallo svincolo della tangenziale cittadina, dalle linee dell’autobus e dalla stazione della metropolitana di Mercatello. Nell’immaginario collettivo Mariconda è un quartiere popolare e molto popoloso. Presenta una popolazione di circa 15.000 abitanti.

Se si guarda agli edifici costruiti all’indomani dell’alluvione è evidente che si tratta di fabbricati su cui oggi sarebbe riduttivo operare interventi conservativi di recupero, per vetustà delle strutture, obsolescenza degli impianti, inadeguatezza funzionale alle mutate esigenze dei residenti. Il ricorso al Sismabonus per interventi di demolizione e ricostruzione potrebbe concorrere alla sostenibilità economica e, dunque, alla fattibilità di un’estesa iniziativa di sostituzione edilizia.

Il quartiere Mariconda esprime molte criticità, ma anche tante opportunità e, al fine di operare una sua complessiva e profonda rigenerazione è evidente che non sarebbe sufficiente il recupero dei singoli fabbricati. Come noto, la rigenerazione si pone obiettivi più vasti di quelli conseguibili con soli interventi di manutenzione straordinaria e/o ristrutturazione edilizia. E’ un’operazione che implica la sostituzione dei vecchi fabbricati con edifici a energia zero, performanti sul piano della sicurezza sismica e strutturale, rispondenti alle nuove forme dell’abitare, integrando la previsione delle nuove residenze con nuove dotazioni di attrezzature sociali, ricreative, culturali, con i necessari servizi alle persona, soprattutto, in considerazione dei tanti anziani che vivono nel quartiere, di attività commerciali. Il recupero fisico deve necessariamente accompagnarsi ad iniziative “immateriali”, volte alla crescita sociale della comunità locale, al miglioramento delle condizioni di vita, alla creazione di un senso comune di identità. In realtà, le cosiddette “azioni immateriali” sono un supporto basilare proprio per la costruzione di quel consenso generale e quella adesione al progetto che sono indispensabili per la concreta implementazione di una proposta così vasta e complessa.

Naturalmente, un tale progetto presuppone una sorta di patto di collaborazione tra Pubblica Amministrazione, investitori privati ed abitanti e bisognerà individuare le procedure tecnico-amministrative, che diano certezza delle regole. La superficie territoriale interessata dagli originari insediamenti di edilizia residenziale pubblica è di circa 70.000 mq, la superficie lorda di solaio complessiva dei fabbricati risulta, in prima approssimazione, di circa 64.000 mq. Lo studio di fattibilità prevede un piano di investimento iniziale di circa 80 Milioni di euro, di cui oltre il 40% coperto dalla monetizzazione degli incentivi fiscali. Ai fini della sostenibilità economico-finanziaria della proposta è necessario valutare e comporre tutte le risorse disponibili, sia pubbliche che private ed il pieno utilizzo degli incentivi statali attivabili, che rappresentano una leva importantissima.

Come ogni iniziativa ambiziosa, anche questa proposta rappresenta una sfida che l’ANCE AIES è pronta ad accogliere e a sviluppare per offrire al territorio un progetto pilota che possa aprire la strada a future ed ulteriori esperienze di rigenerazione urbana e di rinascita socio-economica della collettività