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Un asset strategico per la ripresa economica

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Asset strategico per il rilancio delle politiche più innovative di trasformazione del territorio, il tema della rigenerazione urbana può rappresentare un’importante opportunità di sviluppo e di ripresa economica per il nostro Paese e, in particolare per il Mezzogiorno.

È necessario ripartire dalle città, ma anche dai territori, dalle più grandi concentrazioni metropolitane, ma anche dal policentrismo delle città medie e piccole che, insieme ai tanti borghi e centri storici, costituiscono l’armatura dell’intero sistema insediativo. In questo senso, va innanzitutto sostenuto il primato della pianificazione, come premessa fondamentale e insostituibile ad un nuovo approccio urbano e territoriale impostato sul tema della rigenerazione, dalle pianificazioni strategiche e di area vasta, alla pianificazione del paesaggio, alle più recenti forme innovative di pianificazione comunale che favoriscono, con la componente operativa, approcci e modalità più facilmente gestibili, anche attraverso modelli di partenariato pubblico-privato, di processi complessi di trasformazione urbana. L’auspicio, da questo punto di vista, è anche quello di una maggiore e più efficace sinergia istituzionale, in particolare tra la Città Metropolitana e la Regione Campania, sollecitando quest’ultima a fissare definitivamente ruoli e funzioni del nuovo Ente, ma anche tra la Città Metropolitana e gli stessi Comuni che la compongono, avviando finalmente il percorso del Piano Strategico con l’individuazione delle Zone Omogenee, anche per le ultime iniziative che, dal punto di vista strategico, sono state messe in campo dall’istituzione regionale.

In questo quadro, sul nostro territorio insistono importanti “traiettorie” di sviluppo che hanno già trovato attenzione politico-amministrativa. C’è il Grande Progetto Pompei, con un primo Documento di Orientamento Strategico del 2012, che non si limita alla valorizzazione delle aree archeologiche di Ercolano, Pompei e Torre Annunziata, ma si estende alla cosiddetta Buffer Zone che comprende complessivamente nove Comuni dell’area vesuviana che, oltre quelli citati sono Portici, Torre del Greco, Castellammare di Stabia, Trecase, Boscoreale e Boscotrecase. In questo orizzonte strategico si inserisce la proposta dell’ Associazione Naplest et Pompei, un ambizioso e importante intervento di rigenerazione urbana e territoriale che ricomprende anche un complessivo intervento di mobilità sostenibile. È di pochi giorni fa, inoltre, la presentazione del Masterplan per la valorizzazione e riqualificazione dell’area Domitio Flegrea , un primo documento di indirizzo strategico predisposto dalla Regione Campania che si riferisce ai comuni di Bacoli, Cancello ed Arnone, Carinola, Castel Volturno, Cellole, Falciano del Massico, Francolise, Giugliano in Campania, Mondragone, Monte di Procida, Parete, Pozzuoli, Sessa Aurunca e Villa Literno, quale base per la programmazione coordinata per definire e coordinare la programmazione integrata degli interventi sia pubblici che privati.

Si tratta di fondamentali iniziative strategiche che, come prime e fondamentali applicazioni metodologiche di un approccio ‘per parti’, possono senz’altro avviare un processo virtuoso di trasformazione e sviluppo dei territori sulla traccia della rigenerazione urbana, ma che dovranno concorrere a definire il quadro strategico più generale per la nuova programmazione europea dei fondi strutturali, che sembra trovare nella rigenerazione urbana il suo fulcro più importante. Assumere, con questo nuovo ciclo della programmazione europea, un approccio più strategico e più strutturato alle esigenze di pianificazione e di qualità degli interventi, ci sembra essere l’approccio più adeguato e più corretto per consentire un più duraturo sviluppo dei territori.