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Un treno che passa una sola volta

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La proposta dell’Associazione Naplest et Pompei di un Progetto strategico realizzato dal professor Josep Acebillo per la rigenerazione della Buffer Zone UNESCO di Pompei è una tra le più importanti occasioni di rilancio del Sud d’Italia .

La Legge 112/2013 che il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha attivato per regolare e stimolare gli interventi pubblici e privati nell’area di Pompei e che prevede la redazione e la realizzazione di un “Piano Strategico” per Pompei e la sua Buffer Zone, ha permesso la firma di un Protocollo d’intesa tra l’Associazione Naplest et Pompei e l’Unità Grande Pompei.

Successivamente l’Associazione, nata nel luglio 2015, ha dato incarico a Josep Acebillo di predisporre un Progetto strategico relativo all’intera area che rappresentasse la naturale evoluzione di quanto realizzato intra-moenia con il ‘Grande Progetto Pompei’, voluto dal Governo italiano e dall’UNESCO, con i finanziamenti dell’Unione europea e del nostro stesso Governo, progetto su cui si è già catalizzata l’attenzione mondiale.

Tale progetto strategico , una visione lucida e razionale in tema di valorizzazione di aree oggi degradate dell’architetto catalano (che ha rivitalizzato Barcellona negli anni ‘80 e ha gestito la riqualificazione della città per i Giochi Olimpici del ’92), ha riscosso significativi consensi sul territorio, sostanziatisi in una dichiarazione di espressa condivisione congiunta della Città metropolitana e dei sindaci dell’area ed è stato già sottoposto anche all’attenzione del ministro Franceschini e del presidente De Luca.

L’indispensabile attrattività di capitali privati internazionali soggiace alla condizione irrinunciabile di un recupero del territorio che, secondo Acebillo, deve iniziare con il liberare il waterfront da infrastrutture ormai obsolete che impediscono il naturale accesso al mare, in accordo con la vocazione del luogo che è, innanzitutto, legata al turismo culturale, a una ricettività di alto livello qualitativo, alla tradizione agricola, eno-gastronomica e all’artigianato locale. E tutto ciò è ancor più vero in quanto rispecchiato nelle richiesta di un quadro strategico complessivo di qualità e di un forte impegno del Governo e delle Amministrazioni locali da parte dei numerosi investitori privati (italiani ed esteri) che da tempo l’Associazione ha contribuito ad attrarre.

Il progetto strategico prevede un rinascimento complessivo e unitario dell’intera Buffer Zone, ispirato a quanto richiesto dall’UNESCO , che dovrà realizzarsi nell’extra-moenia, con la riqualificazione delle aree circostanti i siti UNESCO (Pompei, Ercolano, Stabia, Oplonti e Boscoreale) e la stessa Basilica di Pompei , oltre che con la razionalizzazione dell’accessibilità alle stesse su gomma e ferroviaria.

Il progetto Acebillo contiene, infatti, anche alcuni Hub di scambio intermodale trasportistico, con funzione culturale e di ricollocazione del commercio e servizi di sosta e accoglienza per turisti diretti ai siti e di pellegrini che si recano alla Basilica di Pompei, con aree di “silenzio” e adeguate al turismo religioso (che riveste grande importanza per la città e la regione).

Il progetto Acebillo prevede, infine, interventi di “agopuntura urbana” per la rigenerazione e riqualificazione delle aree fortemente degradate che circondano i siti UNESCO, ricreando “luoghi di incontro” qualificati, anche per una migliore qualità della vita degli abitanti dei 9 comuni coinvolti.

La legge 112/2013 statuisce, con una significativa innovazione procedurale , la possibilità di approvare, da parte di Governo ed amministrazioni locali, in un unico contesto, il quadro generale ed i progetti degli interventi pubblici e privati che lo compongono e ne sono frutto.

E’ come un treno che passa una volta sola nella vita!

Il Piano strategico del professor Acebillo, caratterizzato da scelte forti sul territorio, è dunque l’unico quadro d’insieme che può attirare capitali privati nazionali ed internazionali , che si sentono garantiti solo se davvero si realizza una riqualificazione sostanziale del territorio, che, lungi dall’essere prodotta da un tocco di bacchetta magica, si protrarrà in un arco temporale decennale, anche con interventi immediati, generando posti di lavoro e occupazione a tempo indeterminato nei settori produttivi coinvolti.