Dove c'è il mare

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L’Italia per la sua conformazione di penisola può contare su oltre 8.000 km di costa, che conferiscono bellezza, ricchezza e vantaggio competitivo. Il mare è infatti risorsa, connessione, paesaggio e la sua prossimità ai luoghi li rende più attraenti da tutti i punti di vista.

Traffici commerciali, scambi, crociere, nautica da diporto, cantieristica e balneazione sono le opportunità di cui dispongono i territori collocati sul mare, che dagli albori della storia hanno favorito l’ubicazione degli insediamenti urbani.

Sembra avere compreso l’importanza del mare l’attuale governo, che annovera tra le deleghe ministeriali le politiche del mare, volte a presidiarne le condizioni ambientali e, nel contempo, a valorizzarne gli usi. E se su questi ultimi appare sospesa e controversa la questione delle concessioni balneari, per le quali sul Paese pende la direttiva Bolkestein di mamma UE, continua a prosperare la nautica da diporto, seppure a ritmi decrescenti rispetto ai record postpandemici.

Per non parlare del valore aggiunto che conferisce alle città la dotazione di un porto, generalmente prima azienda urbana per occupazione e produzione di reddito. Ne sanno qualcosa Trieste e Genova, capoluoghi di regione che fanno dei porti la loro principale identità produttiva per flusso di merci in transito.

E arriviamo a Napoli, Neapolis fondata dai greci nel IV secolo a. C. e perla indiscussa del Mediterraneo, la cui storia è strettamente correlata alla sua geografia e legata alla leggenda della Sirena Partenope, narrata nella Odissea Omerica. Da cui il connotato identitario profondo con il mare dei cittadini denominati giustappunto “partenopei”.

Napoli occupa un posto di tutto rilievo rispetto alla risorsa mare, con 225 km di linea costiera alla scala metropolitana, 16 comuni costieri, 5 bandiere blu, porti turistici (insufficienti) lungo la costa cittadina ed 1 porto commerciale, che rappresenta la prima azienda della città e che, pur registrando flussi sempre crescenti di passeggeri, è solo il decimo di Italia per transito di merci.

C’è da chiedersi a tal punto se la posizione strategica sul Mediterraneo della nostra città, l’ineguagliabile bellezza della sua baia, l’arcipelago delle 3 isole landmarks nel mondo, i progetti che “utilizzano” il mare come quelli in corso del Masterplan Domitio-Flegreo siano valorizzati al massimo, e preservati rispetto alla sfida della sostenibilità o se, viceversa, molto altro vi sia ancora da fare.

Sulla questione sono gradite proposte e suggestioni dai lettori di Nagorà.