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PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Sarà il nuovo miracolo italiano?

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Da una sciagura nasce un’opportunità. E così all’indomani della pandemia del 2020 arriva dall’Europa e per l’Europa una massa ingente di risorse per contrastarne gli effetti. L’Unione europea stanzia 191,5 mld di euro per il solo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano. L'Italia, a conferma dell'impegno concreto per la ripartenza, integra l'importo con 30,6 mld di euro attraverso il Piano Complementare, finanziato direttamente dallo Stato, per un totale di 222,1 mld.

L’Italia è destinataria della maggiore quantità di risorse rispetto a tutti gli altri Stati membri e l’occasione è ghiotta anche perché precondizione per l’arrivo delle risorse è l’attuazione delle riforme: Pubblica amministrazione e Giustizia e Fisco quelle principali. Tutto da rivedere. Un’opportunità da cogliere anche in tal senso dunque.

Sei le missioni del Piano, vale a dire le tematiche di spesa: Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; Rivoluzione Verde e transizione ecologica; Infrastrutture per una mobilità sostenibile; Istruzione e ricerca; Inclusione e coesione; Salute. Prima, per stanziamento di risorse, la non più prorogabile “transizione ecologica”, seconda, altrettanto irrimandabile, la digitalizzazione.

L’edilizia la fa da padrona: con la sua trasversalità è praticamente destinataria di quasi il 50% delle risorse per un valore di circa 107 miliardi di Euro. Una terapia forte e necessaria dopo 12 anni di agonia del settore.

Il tema è riuscire a spendere tutte le risorse nei tempi stringenti accordati dall’Europa. La dead line è infatti il 2026 e si sa che l’Italia non è mai stata troppo performante nella spesa delle risorse. Lo sa bene anche il premier Draghi, che ha delineato una governance della spesa puntuale e molto accentrata. La programmazione è centrale. I Comuni sembrano avere un ruolo attuativo più che propositivo delle missioni di matrice europea e delle sub-iniziative programmate dal Governo.

Si rende a tal punto necessaria l’organizzazione di uffici tecnici e/o strutture di missione locali, dedicate agli interventi attuativi del PNRR, che consentano informazione e interlocuzione tecnica tra Amministrazioni e operatori economici del territorio.

Abbiamo questa volta una grande opportunità di risorse che vanno trasformate in riforme, fatti e opere e un Governo che sa cosa fare. Sarà il nuovo miracolo italiano? Staremo a vedere!