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Il destino del patrimonio immobiliare pubblico

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Il destino del patrimonio immobiliare pubblico è da tempo al centro della riflessione e di molte iniziative da parte di Governi, forze politiche e dello stesso legislatore. La consistenza, il valore economico e strategico, la dislocazione diffusa sul territorio nazionale e la molteplicità di soggetti detentori a vario titolo  - tale da far più correttamente declinare al plurale il concetto di patrimoni immobiliari pubblici – hanno spinto, ancora nel recente passato, ad immaginare una generalizzata dismissione di parte di esso per risanare in maniera significativa dissesti e buchi di bilancio dello Stato Italiano.

Non a caso, anche nell’ultima manovra finanziaria varata dall’attuale Governo, si assegna un ruolo decisivo alla vendita di beni pubblici per fare cassa e sostenere parte del deficit di bilancio.

Per fortuna, accanto ad una visione esclusivamente economicistica del problema, si è affiancata, negli ultimi anni, l’idea della valorizzazione dei beni immobiliari dentro una prospettiva di razionalizzazione della macchina amministrativa, sia centrale che periferica, della riorganizzazione e riqualificazione di aree e complessi a livello territoriale, di un contributo significativo, attraverso il recupero e la rifunzionalizzazione di immobili esistenti, alle politiche di contenimento dell’uso del suolo, alla conservazione e tutela di beni architettonici o paesaggistici. Il tutto con innegabili vantaggi in termini di valorizzazione patrimoniale e dunque di saldo positivo dal punto di vista economico e finanziario per l’operatore pubblico.

Questa vera e propria inversione di paradigma culturale è stata accompagnata, negli anni trascorsi, da una serie di manovre, anche di natura legislativa e di definizione di strumenti normativi, finanziari ed operativi, oltre che ad un’accresciuta e consolidata missione affidata all’Agenzia del Demanio. In quest’ottica si sono prodotti studi, ricerche, progetti e proposte tra cui si colloca quello presentato nel dicembre scorso, a cura dell’ANCE Campania e dell’ACEN, e la sottoscrizione, ad agosto 2018, di un Protocollo di intesa tra Regione Campania e Agenzia del Demanio.

C’è molto da fare, su questo terreno, per superare inerzie e sprechi del passato, così come per affermare una visione strategica e di lungo periodo. Ma allo stesso tempo, è già possibile intervenire, anche con progetti mirati e su casi specifici con metodologie e modelli innovativi, per dimostrare che la valorizzazione dei patrimoni immobiliari pubblici è oggi questione centrale da inserire ai primi posti dell’Agenda politica, sia a Roma che a livello regionale.