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Il verde, un alleato strategico nella rigenerazione urbana

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Mai come in questo secolo le città sono state protagoniste della vita dell’uomo. Oggi stiamo entrando in una nuova fase dell’urbanesimo: la mobilità e la digitalizzazione stanno stravolgendo le dinamiche di flussi, usi e rapporti urbani, generando nuove esigenze da parte dei cittadini: in città sempre più estese e dense di attività, il desiderio di natura diventa una prerogativa fondamentale per migliorare la qualità quotidiana della vita.

Lo scardinamento della staticità urbanistica del passato ad opera della cultura digitale, divengono prerogative nel campo di azione dei progetti dello spazio aperto; esso non costituisce più soltanto lo spazio rappresentativo o d’evasione, ma diventa parte di un sistema di infrastrutturazione verde delle nostre città, capace di fornire servizi (i cosiddetti servizi ecosistemici) per il benessere dei cittadini e per l’efficienza della gestione di clima e ambiente urbani, ma diventa anche driver di sviluppo economico e sociale attraverso l’introduzione di una nuova natura antropizzata, ovvero pianificata quale organismo in continua evoluzione.

KruppPark, Essen, ph. Oberhaeuser, ©LAND

Proprio per questo l’Unione Europea nel 2013 ha avviato una nuova strategia a favore delle cosiddette infrastrutture verdi.

Il verde urbano svolge funzioni preziose molto al di la del semplice abbellimento ornamentale, ha un forte effetto positivo e calmierante sul clima urbano, ha la capacità di assorbire le polveri sottili nonché di intervenire come autentica spugna in caso di piogge non solo torrenziali.

La trasformazione post industriale della città con le sue esigenze di efficienza energetica, di applicazione tecnologica e di attrattività culturale, non può fare a meno del verde urbano in tutte le sue forme.

Si tratta quindi di sviluppare nuove strategie e immaginare nuove tipologie di spazi verdi che si posizionino accanto ai tradizionali giardini e parchi, che vadano ben oltre a quelli che sono i piani del verde nell’ambito della pianificazione urbanistica; e poco cambia che si tratti dei muri verticali alla Patrick Blanc, dei rinfrescanti giardini pensili, degli ombreggianti alberi sulle piazze mineralizzate oppure degli usi temporanei legati all’urban gardening e perfino al guerrilla gardening.

Porta Nuova Varesine, Milano, ph. G. Nardi, ©LAND

Si tratta sempre di pensare sistemi di spazi pubblici aperti che penetrano in modo offensivo i consolidati tessuti urbani trasformandoli in interattivi paesaggi urbani che offrono uno spazio di azione ad una crescente fetta di cittadini intenzionati a riappropriarsi di luoghi spesso abbandonati.

Imitare e interpretare la natura diventa la prerogativa della nuova urbanistica attraverso le Nature based Solutions, che propongono e dimostrano il cambio di paradigma innovativo in grado di aumentare la vivibilità delle città, costruire resilienza e combattere i cambiamenti climatici offrendo ai cittadini la possibilità di partecipare alla co-progettazione e alla co-creazione delle loro città, favorendo così lo sviluppo di società aperte e democratiche.

Porta Nuova Varesine, ©LAND

Al fine di diffondere questo nuovo approccio e i suoi benefici servono progettualità innovative, integrate, nelle quali tutela delle risorse naturali e nuove forme di sviluppo del territorio possano coesistere. Progetti che pongano la riqualificazione del sistema degli spazi aperti tra le priorità. Forestazione urbana e rinaturalizzazione delle città (di cui si è discusso qualche giorno fa a Mantova nell’ambito del primo World Forum on Urban Forests promosso dalla FAO); cunei, raggi verdi e bypass green; tetti e facciate verdi; boschi urbani integrati a bacini volano di laminazione delle acque meteoriche; agricoltura urbana e parchi agro-energetici. Tutte le tipologie possono contribuire ad aumentare l’uso delle Nature based Solutions, promuovendo la creazione di un mercato locale oltre che globale a misurare e monitorare l’efficacia del verde all’interno del sistema urbano.

Se questi impulsi possono moltiplicarsi dipende dalla capacita della nostra società di accogliere le sfide, di coltivare il campo delle idee e di promuovere alleanze fertili tra la natura stessa e le tecnologie che la cultura ha saputo mettere a disposizione per consentire una vita urbana a maggior confort qualitativo. Tutto ciò per garantire sempre più spazio per un verde urbano longevo, capace di assolvere alle proprie funzioni in modo vitale e per di più semplicemente bello, a favore di una nuova estetica della Natura.