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La vera occasione da non perdere

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Nel panorama della città metropolitana l’area ovest di Napoli, oggi più che mai, può considerarsi quale punto di partenza ideale per attivare un processo di rilancio territoriale orientato ad una rinnovata qualità urbana, da attuare attraverso la riqualificazione di funzioni già esistenti e lo sviluppo di nuove, in coerenza con la vocazione "leisure" del territorio.

Si tratta, in sostanza, di condividere, a più livelli e in maniera trasversale, una visione realmente strategica per l’area, facendo leva sulla disponibilità di servizi per il trasporto e per il tempo libero, sulle risorse paesaggistiche ed ambientali esistenti, sulla presenza di spazi vuoti da trasformare in nuovi attrattori o da densificare secondo una logica di città compatta. Di strutturare un sistema aperto di offerta 24h capace di rispondere alle esigenze di differenti target, attuali e potenziali (residenti, frequentatori, proprietari, investitori), rinnovando e/o implementando una rete di servizi (commerciali, produttivi, turistici, di quartiere, terziari, residenziali) funzionali al rafforzamento dell’identità dell’area, secondo i paradigmi del vivere contemporaneo (abitazioni temporanee, universitarie, sociali, ambienti lavorativi smart, spazi per il tempo libero, lo sport, la cultura).

L’approvazione del preliminare di piano per la formazione della Variante della disciplina urbanistica delle attrezzature per la zona occidentale e il procedimento in corso per la definizione del PUA per  il recupero dell'ex collegio Ciano sembrano confermare tale direzione. 

Tuttavia, il perpetrarsi dei tempi di attesa per l’approvazione definitiva di tali strumenti (analogamente a quanto accade in altri contesti della città), unitamente alla sovrapposizione di innumerevoli livelli di pianificazione e vincoli alla realizzazione degli interventi, sia pubblici che privati, riflette una situazione di generale stallo e, di conseguenza, di occasioni mancate di riqualificazione dell’area, basti pensare al Forum delle Culture 2013.

L’occasione che si può ancora cogliere, oggi, non è quella dell'emergenza, ma riguarda la possibilità, offerta alle aree metropolitane, di snellire i livelli politico-amministrativi e di ridisegnare i territori provinciali accorpando i comuni per zone omogenee e non più per limiti amministrativi comunali, con l’obiettivo di trasformarli in centri di produzione, ricerca, innovazione, cultura e conoscenza,  attraverso il potenziamento di servizi e infrastrutture, la redistribuzione delle funzioni economiche e sociali del territorio, la promozione di strategie di rigenerazione urbana

La formulazione del piano strategico metropolitano potrebbe fungere da volano per l’attuazione di un progetto unitario e operativo per l’area occidentale allargata, auspicabile palestra nel ragionamento di macro-area della Città Metropolitana di Napoli.